{"id":805,"date":"2023-01-27T09:10:20","date_gmt":"2023-01-27T00:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/consosaka.esteri.it\/news\/dal_consolato\/2023\/01\/giorno-della-memoria-27-gennaio_0\/"},"modified":"2023-01-27T09:10:20","modified_gmt":"2023-01-27T00:10:20","slug":"giorno-della-memoria-27-gennaio_0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/consosaka.esteri.it\/it\/news\/dal_consolato\/2023\/01\/giorno-della-memoria-27-gennaio_0\/","title":{"rendered":"Giornata della Memoria"},"content":{"rendered":"<p>Dal 2005, quando venne proclamata dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ogni anno il 27 gennaio ricorre la Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell\u2019Olocausto. In quel giorno, nel 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau.<\/p>\n<p>L&#8217;Olocausto ha colpito profondamente e duramente i Paesi in cui sono stati perpetrati i crimini nazisti e le conseguenze, le implicazioni e il trauma sono ancora vivamente presenti in chi ha patito quelle atroci sofferenze. \u00c8 necessario perci\u00f2 mantenere viva la memoria, anche prendendosi cura dei siti storici e promuovendo la documentazione, la ricerca e l\u2019istruzione. \u00c8 fondamentale anche educare sulle cause, le conseguenze e le dinamiche sottostanti tali crimini, per rafforzare la resilienza dei giovani contro le ideologie razziste. Ci\u00f2 \u00e8 essenziale dato che crimini di genocidio e atrocit\u00e0 di questo tipo continuano purtroppo a verificarsi ancora oggi.<\/p>\n<p>Di seguito alcune testimonianze \u201c per non dimenticare\u201d<\/p>\n<p>Liliana Segre, La memoria rende liberi<br \/>Da anni, ogni volta che mi sento chiedere: &#8220;Come \u00e8 potuto accadere tutto questo?&#8221;, rispondo con una sola parola, sempre la stessa. Indifferenza. Tutto comincia da quella parola. Gli orrori di ieri, di oggi e di domani fioriscono all&#8217;ombra di quella parola. Per questo ho voluto che fosse scritta nell&#8217;atrio del Memoriale della Shoah di Milano, quel binario 21 della Stazione Centrale da cui partirono tanti treni diretti ai campi di sterminio, incluso il mio.<\/p>\n<p>Primo Levi, Se questo \u00e8 un uomo<br \/>Ognuno si conged\u00f2 dalla vita nel modo che pi\u00f9 gli si addiceva. Alcuni pregarono, altri bevvero oltre misura, altri si inebriarono di nefanda ultima passione. Ma le madri vegliarono a preparare con dolce cura il cibo per il viaggio, e lavarono i bambini, e fecero i bagagli, all&#8217;alba i fili spinati erano pieni di biancheria infantile stesa al vento ad asciugare.<\/p>\n<p>Hannah Arendt, La banalit\u00e0 del male \u2013 Eichmann a Gerusalemme<br \/>Adolf Eichmann and\u00f2 alla forca con gran dignit\u00e0. Aveva chiesto una bottiglia di vino rosso e ne aveva bevuto met\u00e0. [\u2026] Era completamente padrone di s\u00e9, anzi qualcosa di pi\u00f9: era completamente se stesso. Nulla lo dimostra meglio della grottesca insulsaggine delle sue ultime parole. [\u2026] Era come se in quegli ultimi minuti egli ricapitolasse la lezione che quel suo lungo viaggio nella malvagit\u00e0 umana ci aveva insegnato \u2013 la lezione della spaventosa, indicibile e inimmaginabile banalit\u00e0 del male.<\/p>\n<p>Elie Wiesel, La notte<br \/>Mai dimenticher\u00f2 quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticher\u00f2 quel fumo. Mai dimenticher\u00f2 i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticher\u00f2 quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticher\u00f2 quel silenzio notturno che mi ha tolto per l&#8217;eternit\u00e0 il desiderio di vivere. Mai dimenticher\u00f2 quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i mei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticher\u00f2 tutto ci\u00f2, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.<\/p>\n<p>Etty Hillesum, Diario 1941-1943<br \/>Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite.<\/p>\n<p>Hannah Arendt, La banalit\u00e0 del male \u2013 Eichmann a Gerusalemme<br \/>Il guaio del caso Eichmann era che di uomini come lui ce n&#8217;erano tanti e che questi tanti non erano n\u00e9 perversi n\u00e9 sadici, bens\u00ec erano, e sono tuttora, terribilmente normali. Dal punto di vista delle nostre istituzioni giuridiche e dei nostri canoni etici, questa normalit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 spaventosa di tutte le atrocit\u00e0 messe insieme, poich\u00e9 implica \u2013 come gi\u00e0 fu detto e ripetuto a Norimberga dagli imputati e dai loro patroni \u2013 che questo nuovo tipo di criminale, realmente hostis generis humani, commette i suoi crimini in circostanze che quasi gli impediscono di accorgersi o di sentire che agisce male.<\/p>\n<p>Elie Wiesel, La notte<br \/>Ormai non mi interessavo ad altro che alla mia scodella quotidiana di zuppa, al mio pezzo di pane raffermo. Il pane, la zuppa: tutta la mia vita. Ero un corpo. Forse ancora meno: uno stomaco affamato. Soltanto lo stomaco sentiva il tempo passare.<\/p>\n<p>Bruno Bettelheim, Sopravvivere<br \/>La nostra esperienza nei campi di concentramento non ci ha insegnato che la vita non ha senso, che il mondo dei vivi \u00e8 un grande bordello, che bisognerebbe vivere secondo le primordiali esigenze del corpo, ignorando le creazioni della cultura. La nostra esperienza ci ha insegnato che per disgraziato che sia il mondo in cui viviamo, la differenza che esiste tra di esso e il mondo dei campi di concentramento \u00e8 grande come quella tra la notte e il giorno, tra l&#8217;inferno e il paradiso, tra la morte e la vita.<\/p>\n<p>Primo Levi, I sommersi e i salvati<br \/>Definirlo &#8220;nevrosi&#8221; [quello stato di perenne disagio del prigioniero] \u00e8 riduttivo e ridicolo. Forse sarebbe pi\u00f9 giusto riconoscervi un&#8217;angoscia atavica, quella di cui si sente l&#8217;eco nel secondo versetto della Genesi: l&#8217;angoscia inscritta in ognuno del &#8220;t\u00f2hu vav\u00f2hu&#8221;, dell&#8217;universo deserto e vuoto, schiacciato sotto lo spirito di Dio, ma da cui lo spirito dell&#8217;uomo \u00e8 assente: non ancora nato o gi\u00e0 spento&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dal 2005, quando venne proclamata dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ogni anno il 27 gennaio ricorre la Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell\u2019Olocausto. In quel giorno, nel 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. 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