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RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA “JURE SANGUINIS”

RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA “IURE SANGUINIS”
(Legge n. 91 del 5 febbraio 1992, art. 1)

Possono richiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana presso questa
rappresentanza diplomatico-consolare i discendenti di cittadini italiani che risiedono
stabilmente nella Circoscrizione Consolare del Consolato Generale d’Italia a Osaka
( Toyama, Ishikawa, Fukui, Gifu, Aichi, Mie, Shiga, Kyoto, Osaka, Nara, Hyogo,
Wakayama, Tottori, Okayama, Hiroshima, Shimane, Yamaguchi, Kagawa, Tokushima,
Kochi, Ehime, Fukuoka, Saga, Oita, Nagasaki, Kumamoto, Miyazaki, Kagoshima,
Okinawa).

Documenti da presentare:
1) certificato di nascita dell’avo che ha lasciato l’Italia per stabilirsi all’estero.
Il certificato deve essere in originale, emesso dal Comune di nascita dell’avo, e deve
includere le cosiddette “annotazioni marginali ”all’atto (note aggiunte all’atto
successivamente). Nel caso in cui non si possa ottenere detto certificato dal Comune, si
potrà consegnare il certificato di battesimo emesso dalla Parrocchia ove l’avo è stato
battezzato, in originale con timbro della Curia vescovile competente per territorio. I
richiedenti di religione ebraica potranno consegnare il certificato della Sinagoga di
registrazione della nascita, firmato e timbrato dal Rabbino capo della Comunità Ebraica
locale. Perché i certificati emessi da Autorità religiose siano accettati occorre che siano
accompagnati da una dichiarazione del Comune in cui sia chiaramente specificato il
motivo per il quale l’atto di nascita dell’avo non può essere fornito dalle Autorità
municipali (distruzione degli archivi comunali per guerre, incendi, inondazioni, ecc.). Se il
richiedente è cittadino di uno dei Paesi dell’Unione Europea, il certificato potrà essere
omesso, presentando una dichiarazione sostitutiva di certificazioni contenente i dati di
trascrizione dell’atto presso il Comune ove lo stesso è trascritto.
2) Certificato di matrimonio dell’avo che ha lasciato l’Italia per stabilirsi
all’estero. Se l’avo si è sposato in Italia il certificato dovrà essere emesso dal Comune di
trascrizione del matrimonio, se invece si è sposato all’estero, il certificato dovrà essere
prodotto dalle Autorità del Paese in cui il matrimonio è stato celebrato.
Se il richiedente è cittadino di uno dei Paesi dell’Unione Europea ed il matrimonio è stato
celebrato in Italia, il certificato potrà essere omesso, presentando una dichiarazione
sostitutiva di certificazioni contenente i dati di trascrizione dell’atto presso il Comune ove
lo stesso è trascritto.
3) Certificato di morte dell’avo che ha lasciato l’Italia per stabilirsi all’estero
(se deceduto). Il certificato dovrà essere prodotto dalle Autorità del Paese ove è
avvenuta la morte.
Se la morte è avvenuta in Italia ed il richiedente è cittadino di uno dei Paesi dell’Unione
Europea, il certificato potrà essere omesso, presentando una dichiarazione sostitutiva di
certificazioni contenente i dati di trascrizione dell’atto presso il Comune ove lo stesso è
trascritto.
4) Certificato di non naturalizzazione dell’avo che ha lasciato l’Italia per
stabilirsi all’estero. Il certificato deve essere richiesto all’Autorità competente del Paese
di emigrazione dell’avo ed in esso deve risultare che detto avo non risulta aver acquistato
la cittadinanza di quel Paese o, se l’ha acquistata, la decorrenza della nuova cittadinanza.
In detto certificato il nome dell’avo deve essere riportato con tutte le possibili
combinazioni di nomi e cognomi come riportati sui certificati di stato civile suoi propri e/o
dei suoi discendenti, comprese le eventuali traduzioni del nome in lingua locale.
5) Certificato di nascita, matrimonio ed eventuale morte dei discendenti in
linea retta dell’avo, fino al richiedente.
6) Certificato di nascita ed eventuale matrimonio del richiedente. Se il
richiedente ha avuto più di un matrimonio, i certificati di tutti i matrimoni devono essere
forniti a questo Consolato Generale, compresa la documentazione relativa al divorzio (o
all’eventuale certificato di morte del primo coniuge). Se il richiedente ha figli minorenni,
anche i certificati di nascita di questi ultimi devono essere forniti.
7) Data di arrivo dell’avo nel Paese di emigrazione ed elenco dei luoghi di
residenza della famiglia, a partire dall’avo che ha lasciato l’Italia fino al
richiedente. Occorre fornire un’attestazione dell’arrivo dell’avo nel Paese di emigrazione,
da richiedere all’Autorità locale di emigrazione, o Autorità del porto di sbarco. L’elenco dei
luoghi di residenza deve riportare tutte le città o località in cui la famiglia ha risieduto,
con le relative date (o almeno l’indicazione dell’anno);
8) Copia del passaporto e della Residence Card giapponese del richiedente e degli
eventuali membri del suo nucleo familiare, anche se stranieri;
9) Recapiti telefonici, di indirizzo e di e-mail del richiedente. Si chiede
cortesemente di voler fornire al Consolato Generale i nuovi recapiti laddove ci si
trasferisse d’indirizzo o si cambiassero gli altri recapiti.

Note importanti:
*
In linea generale possono richiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana i
discendenti di cittadini italiani senza limite di generazioni se per linea paterna, ovvero a
partire dal 10.01.1948 – data di promulgazione della Costituzione repubblicana – se per
linea materna. Si consiglia in ogni caso di verificare con il personale consolare l’eventuale
specificità del proprio caso.
* Tutti i certificati emessi da Paesi diversi dall’Italia devono essere apostillati (o legalizzati,
se il Paese non rilascia
apostille) e tradotti in lingua italiana, con legalizzazione delle
traduzioni da effettuarsi presso la Ambasciata/Consolato d’Italia competente per territorio
di rilascio. Per i dettagli sulla documentazione di stato civile da presentare a questo
Consolato Generale e proveniente da altri Paesi, si consiglia di visionare quanto riportato
sui siti Internet delle Ambasciate/Consolati d’Italia competenti per territorio o chiedere
direttamente agli sportelli di dette Sedi.
* Relativamente all’avo che ha lasciato l’Italia, è importante poter fornire tutti i documenti a
lui relativi di cui la famiglia dispone, soprattutto: passaporto nazionale, certificati di stato
civile, documentazione relativa al servizio militare svolto, documentazione di imbarco su
navi dirette all’estero o di sbarco, ecc. Tali documenti potrebbero rivelarsi molto
importanti per l’analisi della domanda.
* Se il richiedente possiede un cognome difforme da quello dell’avo, in quanto modificatosi
nel corso del tempo per errata traslitterazione o altro, a riconoscimento concluso
positivamente si può scegliere se mantenere il cognome di nascita oppure riprendere
quello originario dell’avo. In tal ultimo caso occorre che i certificati di stato civile del
richiedente (e dei suoi eventuali figli) riportino la rettifica di cognome fatta dalle Autorità
di stato civile che hanno emesso il certificato, che poi andranno comunque completati con
apostille/legalizzazioni e traduzione come descritto al punto 6).
* Se il richiedente ha figli maggiorenni, questi non possono essere inclusi nella richiesta di
riconoscimento della cittadinanza del genitore, ma devono presentare distinte domande
di riconoscimento, completate ciascuna di tutti i documenti di cui all’elenco predetto. In
alternativa, i figli maggiorenni, possono attendere l’eventuale riconoscimento di
cittadinanza del genitore e, quindi, procedere con la richiesta di riconoscimento propria,
quale discendente del detto genitore.
* Questo Consolato Generale d’Italia si riserva la facoltà di richiedere ulteriori documenti o
certificati laddove ritenuto necessario per il completamento del fascicolo di
riconoscimento cittadinanza.

Procedura:
Si prega di prendere un appuntamento per la consegna della richiesta, scrivendo
all’indirizzo e-mail: consolare.osaka.esteri.it
S’informa che non è possibile accettare documenti in fotocopia o incompleti nelle
apostille/legalizzazioni o traduzioni. La domanda di riconoscimento della cittadinanza, una
volta completa, viene esaminata da questo Consolato Generale d’Italia, che si avvale
anche delle altre Ambasciate/Consolati d’Italia competenti per territorio di emissione dei
certificati forniti.
A conclusione dell’esame del fascicolo, in caso di esito favorevole, il richiedente verrà
convocato per la consegna dell’attestato di riconoscimento della cittadinanza italiana e
per l’iscrizione all’A.I.R.E.. Tutti i certificati di stato civile del richiedente e degli eventuali
suoi figli minori verranno inviati al Comune italiano di riferimento, ai fini di trascrizione.
Non sarà quindi possibile restituire i certificati al richiedente.
L’esame della richiesta di riconoscimento è un procedimento usualmente piuttosto lungo,
che può prolungarsi anche per diversi mesi